Linea etica
Cosa ci aspettiamo che succeda su Mood, cosa non faremo mai, e come si applica questa linea.
Il titolare
| Marchio | LadySilvia® |
|---|---|
| Ragione sociale | LadySilvia di Silvia Michela Carrassi |
| Partita IVA | 02889650964 |
| Codice fiscale | CRRSVM64H62I690U |
| Sede | Via Mincio 101 |
| PEC | silviamichelacarrassi@pec.ir |
| info@lsnn.net | |
| Sito | https://mood.lsnn.net |
In questa pagina
- Linea etica di Mood
- 1. Cosa ci aspettiamo che succeda qui
- 2. Cosa non faremo, mai
- 3. L’attenzione non è una merce
- 4. Denaro, con i conti in chiaro
- 5. Intelligenza artificiale
- 6. Dati: il minimo, e il perché
- 7. Moderazione: automatica e umana, e il confine fra le due
- 8. Minori e persone fragili
- 9. Chi crea
- 10. Diversità, lingua, accessibilità
- 11. Il potere di chi modera, e i suoi limiti
- 12. Come si applica, e cosa succede se non succede
- 13. Revisione
- 14. Cosa ci aspettiamo da te, in cambio
Linea etica di Mood#
Ultimo aggiornamento: 24/09/2026
Questa pagina dice cosa ci si può aspettare da Mood e cosa Mood si aspetta da chi c’è. Non è un codice di comportamento per utenti (quello sta nelle Regole della community) né un contratto (quello nei Termini d’uso): è la linea con cui chi gestisce la piattaforma prende le decisioni, comprese quelle che non sono né obbligatorie né comode.
1. Cosa ci aspettiamo che succeda qui#
Un posto così ha senso se succedono queste cose:
- Una persona mostra quello che sa fare e trova qualcuno che lo guarda, senza dover inseguire nessuno.
- Le opere hanno un nome, una data e un autore: chi crea sa che il suo lavoro è riconosciuto, e chi ascolta sa da chi arriva.
- Le comunità si tengono: si entra in un gruppo e ci si sta, anche quando c’è disaccordo — perché qualcuno si prende cura delle regole.
- Gli errori si correggono: una rimozione sbagliata si annulla, una regola incomprensibile si riscrive, una funzione che fa male si spegne.
- I soldi arrivano a chi crea, con conti che si possono guardare.
- Nessuno resta fuori per la lingua, la disabilità o il dispositivo che ha in mano.
- Chi viene trattato male lo può dire e trova qualcuno che risponde.
2. Cosa non faremo, mai#
Questo elenco è la parte più utile di questa pagina, perché sono cose che una piattaforma fa normalmente quando i numeri contano più delle persone.
- Non vendiamo i tuoi dati personali. Non è una formula: non li vendiamo, non li affittiamo, non li scambiamo.
- Non facciamo pubblicità che ti insegue su altri siti. Nessun pixel di tracciamento per profilarti fuori da Mood. Teniamo solo misure di pubblico in forma aggregata (es. quante persone hanno visto un contenuto, da quali paesi), senza collegarle alla tua identità.
- Non premiamo la rabbia. Se un contenuto arrabbiato rende di più, è un motivo per non spingerlo, non per spingerlo. Nessuna classifica costruita per farti arrabbiare.
- Non decidiamo in silenzio sulle persone. Se qualcosa viene nascosto, limitato o rimosso, chi lo ha pubblicato lo sa e sa perché (niente «shadowban»).
- Non leggiamo le chat private. Non esiste e non esisterà uno strumento per farlo di massa: il testo è cifrato e la chiave sta sui dispositivi. Un messaggio si vede solo se chi lo ha ricevuto lo segnala.
- Non usiamo il tuo lavoro per addestrare modelli né per alimentare i modelli di terzi senza un tuo consenso esplicito, separato e revocabile.
- Non usiamo trappole: pulsanti che fanno l’opposto di quello che dicono, abbonamenti difficili da disdire, caselle prespuntate, avvisi che ti fanno sentire in colpa.
- Non ti teniamo qui con l’inganno: niente scorrimento infinito che non finisce mai, niente notifiche-calcio per riportarti dentro, niente ricompense studiate per creare dipendenza.
3. L’attenzione non è una merce#
- Le notifiche servono a dirti qualcosa che ti riguarda, non a riportarti dentro. Si spengono, e spegnerle non ti penalizza in niente.
- Non esiste un «tempo di permanenza» da massimizzare: se ti annoi e te ne vai, va bene. Se stai bene qui, anche.
- Gli algoritmi di suggerimento si possono capire: in ogni sezione che usa suggerimenti c’è una riga «perché vedi questo», che spiega in parole semplici il criterio principale (es. «perché segui questa persona», «perché questo contenuto è popolare», «perché è recente»).
4. Denaro, con i conti in chiaro#
- Chi paga cosa è scritto prima: piani, prezzi, cosa comprende un abbonamento e cosa no.
- La pubblicità si etichetta sempre, anche quando è «solo» un contenuto regalato.
- Nei giochi, niente vantaggi comprabili che rovinano chi non paga: se ci saranno acquisti, saranno estetici o di contenuto, dichiarati e opzionali.
- Le quote per chi crea e i conteggi che le producono si possono guardare: se il numero non torna, si spiega, non si nasconde. I criteri di ripartizione sono pubblicati nella pagina dello Studio e aggiornati in caso di cambiamenti sostanziali.
5. Intelligenza artificiale#
- Quando un testo, un’immagine o un video sono generati o modificati dall’IA, si dice: è una questione di rispetto per chi guarda, e di legge.
- L’IA non decide sulle persone: propone, ordina, segnala. La decisione su un contenuto o su un account la prende una persona, e risponde.
- Se l’IA entra in una funzione, si sa che c’è, cosa fa e cosa non fa. L’elenco delle funzioni con IA e la loro descrizione pubblica è disponibile nella pagina «Intelligenza artificiale» (o sezione equivalente) e aggiornato in caso di cambiamenti sostanziali.
6. Dati: il minimo, e il perché#
- Si raccoglie quello che serve a far funzionare il servizio, e niente «perché potrebbe servire».
- Le chat sono cifrate perché il contenuto non ci riguarda.
- Ogni dato nuovo che un giorno vorremo raccogliere passerà prima da questa pagina e dall’Informativa privacy: se non sappiamo spiegare a cosa serve, non lo raccogliamo.
7. Moderazione: automatica e umana, e il confine fra le due#
- L’automatico filtra il rumore (spam, truffe evidenti, contenuti illegali palesi) e propone il resto a una persona. Non decide da solo sulla vita di un account.
- L’umano decide e motiva, e chi decide non è chi ha scritto la segnalazione.
- Chi è colpito da una decisione ha diritto a sapere quale regola è stata applicata e a chiedere che venga rivista. Il tempo di risposta è dichiarato nelle Regole della community.
- Le decisioni difficili si scrivono: un registro interno con motivo e regola, per poterle rileggere e per non ricominciare ogni volta da zero. Una sintesi periodica (numeri, tipologie, tempi medi) sarà pubblicata nella pagina Trasparenza DSA (o sezione equivalente).
8. Minori e persone fragili#
- Età minima per un account: almeno 14 anni (o l’età minima prevista dalla legge del tuo paese per il consenso ai servizi digitali). La verifica dell’età avviene tramite autodichiarazione al momento della registrazione; per canali e giochi dedicati ai bambini sarà richiesto il consenso verificabile dei genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale.
- I contenuti che mettono in pericolo un minore si rimuovono subito e si segnalano alle autorità.
- I contenuti che incoraggiano l’autolesionismo non hanno spazio; parlare di sofferenza per chiedere aiuto sì, e chi ne parla non viene trattato come un problema.
- Se un contenuto riguarda una persona in difficoltà, la regola è «proteggere prima, discutere dopo».
9. Chi crea#
- Le opere restano di chi le ha fatte. Mood prende in licenza solo il diritto di mostrarle e di farle funzionare tecnicamente.
- Il deposito di un’opera è una prova (esistenza, data, integrità): non è un titolo di proprietà e non sostituisce nessun ente di gestione.
- I guadagni si calcolano con numeri che l’autore può vedere, con i criteri pubblicati.
- Un’opera non si toglie dalla piattaforma per fare un favore a qualcun altro: le rimozioni hanno una regola, e chi le chiede ne risponde.
10. Diversità, lingua, accessibilità#
- Un posto che vuole essere di tutti non può essere comodo per pochi: le pagine si leggono, si navigano da tastiera, funzionano con una connessione lenta e con un telefono vecchio.
- La lingua è quella delle persone, non quella delle macchine: frasi corte e parole vere.
- Le comunità in lingue diverse dall’italiano non sono «di serie B».
11. Il potere di chi modera, e i suoi limiti#
- Chi modera non usa il proprio ruolo per regolare conti personali.
- Chi modera non guarda i dati che vede per curiosità, non li copia, non li racconta.
- Chi modera è soggetto alle stesse regole: le violazioni di chi modera si trattano con più severità, non con meno, perché ha più potere.
- Su questa pagina si può segnalare anche il comportamento di chi modera: il canale dedicato è
etica@lsnn.net(o indirizzo equivalente indicato in Informazioni legali e contatti), letto direttamente dal titolare o da chi ne fa le veci.
12. Come si applica, e cosa succede se non succede#
- Questa linea non è un elenco di buone intenzioni: chi la scrive è la stessa persona che risponde delle decisioni, e si può chiamare in causa.
- Quando Mood sbaglia, lo dice: una correzione pubblica vale più di dieci promesse. Teniamo un registro interno delle correzioni sostanziali (cosa è cambiato e perché); una sintesi periodica può essere pubblicata nella pagina Trasparenza DSA o in una sezione dedicata.
- Chiunque può scrivere per segnalare che una di queste righe non è stata rispettata: i contatti sono in cima a ogni pagina legale e in Informazioni legali e contatti.
13. Revisione#
- Questa pagina si rilegge periodicamente: almeno una volta l’anno, o prima quando arriva una funzione nuova che tocca persone.
- Ogni revisione lascia una data, e le righe che cambiano si vedono (non si riscrive la storia in silenzio).
14. Cosa ci aspettiamo da te, in cambio#
Poco, e chiaro: che ci stai come staresti a casa di qualcuno. Rispetto, verità, consenso, e la stessa attenzione che vorresti per le tue cose. Il resto lo fa la piattaforma — e se non lo fa, è qui che si può dirlo.
Questa è la linea etica di Mood, non un testo di legge. Il contratto sta nei Termini d’uso, il comportamento nelle Regole della community, i dati nell’Informativa privacy.
Ultimo aggiornamento: 24/09/2026.